18/08/2019
Escursione alle Gole dell’Orta
Difficoltà (E)/(EE)

  • Difficoltà e tipo di escursione: (E) se limitata ai “Luchi” alla “Cascata della cisterna”. L’escursione prevede la discesa del torrente, con solo brevissimi tratti ai lati dello stesso su terreno fitto di vegetazione.
  • Difficoltà e tipo di escursione: (EE) se comprendente la Grotta dei Piccioni e la Grotta Scura
  • Località e quota di partenza: Frazione di San Tommaso di Caramanico Terme (PE) (Km 145 da Campobasso)
  • Dislivello complessivo: – 290 m. + 94 m.
  • Quota massima raggiunta: Bolognano (Km 10,2 dalla Fraz. San Tommaso), dove occorre lasciare delle auto
  • Durata escursione: 4h circa (tempo escluso soste)

Descrizione dettagliata dell’escursione:

Cartina valle dell'Orta
Cartina geografica della Valle dell’Orta

Dal piccolo parcheggio antistante l’apposito pannello in legno del parco (in prossimità di una curva), si segue il segnavia A2 per sterrato che attraversa un’ampia zona, dove si alternano fitte macchie di bosco (fatta di roverelle, aceri, carpini e olmi) e piccoli campi coltivati.

I coltivi si fanno più radi e in vista della muraglia rocciosa, detta di Santa Lucia, si prosegue tra imponenti torri monolitiche in un ambiente molto suggestivo. Questa località chiamata Luco (dal latino lucus, “bosco sacro”) risulta frequentata sin dall’antichità, come attestato dalle primitive incisioni rupestri rinvenute lungo le mura di Santa Lucia, il vasellame romano, i ricoveri dei pastori, i terreni coltivati, grazie alla naturale disposizione a terrazzamento, alla fertilità della terra e all’abbondanza d’acqua.

L’alveo del torrente (h.040 – m.300) viene raggiunto all’altezza di un piccolo ponte di servizio della vecchia centrale idroelettrica, da cui il sentiero A2 prosegue per risalire a Musellaro.

Nei pressi sorgeva un antico ponte in pietra, di epoca romana, il Ponte Luco, un importante punto di congiunzione per lo smercio dei prodotti montani tra Caramanico e i paesi a valle a ovest del fiume. A difesa e controllo di questo unico punto di attraversamento sorse nel medioevo (tra il 1006 e il 1012, solo un millennio fa) il Castello del Luco, in posizione strategica su uno dei torrioni monolitici che caratterizzano la piana.

Qui inizia la discesa lungo il fiume Orta e, dopo qualche centinaio di metri, si incroceranno le cosiddette “marmitte“: roccia scavata dal fiume a forma di serpentone, tipo pista da bob, chiamate rapide di Santa Lucia.

La discesa prosegue tra salti e attraversamenti del corso d’acqua anche sopra la cintola e termina, sostanzialmente, con la spettacolare piscina naturale originata da una cascata: la Cisterna – m.214 (h.3,00 – h.3,40).

Poco più avanti (m.206), s’incrocia un sentiero che in breve risale al paese di Bolognano m. 300 (h.0,20 – h.4,00).

Altri percorsi e/o luoghi di interesse:

Subito prima di accedere al paese, in prossimità di una piccola zona pianeggiante, è possibile voltare a sn. risalendo una piccola scaletta metallica. Superata questa il sentiero prosegue dolcemente a mezza costa, lasciando intravedere sul lato opposto le “Ripe”, tra muretti a pietra a secco e un bosco composto da pino d´Aleppo, cipresso, il terebinto, la roverella e la marruca con i quali rami la tradizione vuole sia stata realizzata la corona di Cristo. Alcuni rivoli d´acqua, di carattere stagionale, favoriscono la presenza di muschi e felci tra le quali spicca il polopodio.

Superato il brutto traliccio metallico dell´acquedotto e un’evidente curva a destra, con il diradarsi della vegetazione arborea, si apre alla vista la citata Cascata della “Cisterna” (h.0,30).

In prossimità dell´abitato di Bolognano (300 mt.) è possibile seguire (Centro Informazioni del Parco di Bolognano) il sentiero che conduce fino all’ingresso alla Grotta dei Piccioni (m.220), utilizzata nel recente passato come miniera di guano, sita sulla parete sn. del fiume Orta, che ai tempi delle prime frequentazioni doveva scorrere molto più in alto.

Gli insediamenti all’aperto, che nel Paleolitico dimostrano il nomadismo dei cacciatori-raccoglitori, nel Neolitico, diventano sedi stabili. Per contro, le grotte che durante il Paleolitico costituivano ripari più o meno continuativi, a partire dal Neolitico divengono luogo di culto o di sepoltura. Il mondo ergologico degli agricoltori si modifica arricchendosi di nuovi utensili e di nuove tecniche. La pietra viene levigata per dare forma e taglio alle asce; si fabbricano falcetti con lamette in selce, macine, pestelli, ecc.. L´uso dell´ossidiana (vetro vulcanico) e di conchiglie ornamentali dimostra l’instaurarsi di scambi commerciali. Ma la vera novità è costituita dall’avvento della ceramica, il cui modo e stile di decorazione dimostra fasi e culture diverse (h.0,45).

Imperdibile anche la visita alla Grotta Scura, una cavità lunga 380 metri, abitata anch’essa in epoca preistorica. Si trova a poca distanza dal centro di Bolognano e per raggiungerla bisogna arrivare alla chiesa della Madonna del Monte nella contrada di Santa Liberata. È un sito di grande interesse naturalistico, in quanto ospita una nutrita colonia di pipistrelli che l’hanno scelta come luogo di rifugio e di riproduzione.

Infine, da segnalare la Chiesa di San Tommaso, magnifico esempio di romanico abruzzese. Dedicata a Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, la chiesa risale al XIII secolo e ha un notevole altorilievo (del 1118) posto sull’architrave del portale centrale di Gesù in Trono che benedice gli Apostoli.

L’edificio, più volte restaurato, è a tre navate divise da pilastri. Sulla sinistra c’è un’esile colonna monolitica in pietra con capitello corinzio, detta “colonna santa”, quello che rimane di un antico tempio pagano, che sorgeva in questo stesso luogo. Pare si trattasse del tempio di Ercole, dio delle acque salutari, che aveva il centro di culto nella sorgente d’acqua oggi imbrigliata nella cripta. Interessanti i dipinti duecenteschi conservati su alcuni pilastri delle navate tra i quali colpisce l’imponente raffigurazione di San Cristofaro, il gigante protettore dei guadi.


Equipaggiamento:

  • Scarponcini da montagna leggeri o pedule adeguate per ambiente acquatico
  • Bastoncini
  • Coltellino multiuso
  • Cappello
  • Giacca a vento
  • Zaino e coprizaino
  • Borraccia
  • Occhiali da sole
  • Binocolo
  • Pila frontale
  • Coltellino multiuso
  • Telo termico
  • Crema solare
  • Kit pronto soccorso per uso personale e scheda con farmaci per eventuali allergie
  • Cibo e acqua sufficienti per l’escursione
  • Indumenti di ricambio completi (Scarpe, calze, maglietta, etc.)

Si consiglia un abbigliamento a strati (a cipolla).

Attrezzatura utile ma non indispensabile: la sacca o il bidoncino stagno per contenere eventuale materiale che può essere danneggiato dall’acqua.

Per adesioni ed informazioni contattare i referenti entro venerdì 16 agosto.

Appuntamento: domenica 18 agosto ore 6,30 – Piazza Falcone e Borsellino – Campobasso

Spostamenti: macchine proprie

Quota di partecipazione: riparto spese di benzina

Partenza escursione: domenica 18 agosto ore 9:00 nella Frazione di S. Tommaso

Rientro previsto: intorno alle ore 20:00 a Campobasso

Riunione pre-escursione: venerdì 16 agosto, ore 19:30 presso la sede sociale in Via E. Cirese c/o Terzo Spazio in Campobasso


I non soci CAI sono ammessi a partecipare previa presa visione del regolamento, della difficoltà dell’escursione, e sentito il parere del referente.
E’ obbligatoria la prenotazione ed il versamento della quota assicurativa che, salvo diverse indicazioni, andrà fatta al referente entro le ore 21:00 del venerdì precedente l’escursione.


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