09-10/07/2022
NOTTURNA al Pizzo San Michele-Monte Mai (Alta Via dei Monti Picentini Orientali)

DESCRIZIONE BREVE DELL’ITINERARIO E MOTIVI DI INTERESSE:

L’ escursione proposta si svolgerà nel Parco Regionale dei Monti Picentini, e precisamente, nella parte più occidentale di essa, nella concatenazione naturale dell’Alta Via dei Monti Mai dov’è il culmine della cima a 1607 m.s.l.m. (Monte Mai) con l’altra cima, il Pizzo San Michele (1567 m.) unite da uno spettacolare “torrione” (Serre del Torrione) Sent. Cai 116 che si attraversa in poco più di un’ora e mezzo di cammino. Arrivati a Calvanico (SA) comodamente collegato con l’autostrada, faremo una breve sosta nel centro storico del piccolo Comune, poco meno di 1500 abitanti e, successivamente, ci sposteremo a Capo Calvanico, dove inizia la tortuosa strada asfaltata che porta in località Casone De Fazio a quota 1.120 metri s.l.m. Qui verranno parcheggiate le automobili nei pressi di tale costruzione in pietra (un’altra auto starà più a valle per il recupero). Inizia da qui la salita verso il “Santuario sommitale” di Pizzo San Michele, meta storica del culto del Santo, ancora vivissimo nelle popolazioni locali. La comoda mulattiera, ( Cai 115/A) che costituisce la via del pellegrinaggio al Santuario, sale comoda lungo la pendice chiamata “dell’ acqua Santa”, “acqua Carpegna” e “Serrapiana”, (con presenza di Croci Votive, presso la prima di esse è l’incrocio col sentiero Cai 136 proveniente dal santuario dell’Incoronata di Torchiati). In cima, adiacente la chiesetta, si trova un locale sempre aperto munito di camino dove, chi non è munito di tenda, potrà trovare un giaciglio per il sacco a pelo. Il santuario, è un’unica struttura composta da più edifici e ambienti separati costruiti in epoche diverse, la cappella di Sant’Agostino, il rifugio ed il deposito rappresentano la parte più antica del complesso che avrebbe origini longobarde ma non essendoci documenti ad attestarne l’attendibilità, si rimane nel dubbio. I documenti più antichi nei quali si cita del Santuario, risalgono alla seconda metà del seicento e sono conservati nell’archivio Diocesano di Salerno. La forma a cucuzzolo della montagna e la sua posizione garantiscono un amplissimo panorama su tutti i Picentini, gli Alburni e la Pianura di Salerno, i monti del Partenio e Avellino, i Lattari, il Vesuvio, il Matese e, nelle giornate particolarmente terse, le Mainarde! L’indomani mattina, dopo aver ammirato l’alba, ci incammineremo lungo la Serra del Torrione che ci porterà, dopo circa un’ora e trenta, al valico della Teglia, dove si dirama il sentiero 116 A che porta in discesa, verso la via del ritorno mentre in direzione sud/est in breve tempo raggiungiamo la cima principale del piccolo massiccio: Il Monte Mai. Firmato il libro di vetta della sezione Cai di Salerno, il gruppo ritornerà al valico per scendere attraverso l’immenso e verdeggiante impluvio, attraversando un bosco fitto di faggi che ci permetterà di raggiungere la strada e, nell’ultimo tratto, caratterizzato dalla presenza di castagneti, ci porteremo dove la sera prima abbiamo lasciato l’auto-navetta che ci permetterà di recuperare le auto lasciate al De Fazio.
Escursione sicuramente bella ma impegnativa sotto il profilo fisico, e, considerate le alte temperature del periodo, si consiglia di portare acqua e sali minerali in abbondanza.

DATI TECNICI DI ESCURSIONE:
Grado di difficoltà: E
REFERENTI:
ASE – Elpidio SPUMA – sezione di Campobasso – 3355995469

NON SOCI CAI
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I non soci CAI sono ammessi a partecipare previo presa visione del regolamento, della difficoltà dell’escursione, e sentito il parere del referente.
Per i non soci è obbligatoria la prenotazione ed il versamento della quota assicurativa che, salvo diverse indicazioni, andrà consegnata al referente entro le ore 21:00 del venerdì precedente l’escursione.


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